Virginia Salles, psicoterapeuta - Roma.

Mercanti di corpi, dissipatori d'anima

(Estratto)

 

Abstract

C’è un’analogia fatale tra l’essenza della prostituzione che esclude da sé qualsiasi coinvolgimento personale nel rapporto tra i sessi e l’essenza del denaro. Nei confronti del denaro non si chiede mai “che cosa” in realtà “vale”, la sua qualità si relaziona esclusivamente con la sua quantità cosi come ad una prostituta non viene mai chiesto “chi sei?”. In questo consiste l’aspetto più tragico della prostituzione: un corpo ridotto a puro mezzo, carne ridotta a merce, diviene l’equivalente di qualsiasi corpo.

L’amore per le cose che si possono comprare con il denaro si trasforma lentamente nello sforzo perpetuo di controllare gli eventi, nella sicurezza contro la morte, si trasforma nella fuga dalle persone e in ciò che le “separa”: l’eros al contrario, cioè la sua perversione. Il denaro diviene allora un sostituto di qualcosa che non appartiene al mondo materiale, un sostituto della relazione: un pseudo-innamoramento, una falsa storia d’amore.

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Denaro e sesso sono sempre stati, dagli albori della storia, intimamente connessi, e la sessualità nella sua espressione più elevata è spiritualità. L’eros sta alla radice di tutto ciò che è creazione e bellezza, di tutto ciò che è divino: il samadhi è l’espressione suprema dell’energia sessuale. Nella letteratura spirituale d’oriente, nel Tantra per esempio, il divino è considerato qualcosa di estremamente erotico e la sessualità viene riabilitata all’interno di una dimensione sacra, analogamente a quanto già accadeva presso molte civiltà primitive. La pratica del Tantra, la cui filosofia esprime un assenso incondizionato alla vita in tutte le sue manifestazioni, ha come principio fondante l’esistenza di qualcosa di molto più elevato nella natura umana, la cui piena realizzazione è beatitudine.

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Negli ultimi anni si sta manifestando in ambito collettivo una tendenza al recupero, alla riappropriazione in ambito religioso di una figura metafisica femminile dotata di sessualità, figura che emerge nei nostri sogni, ma anche nell’arte e nella letteratura. La figura di Maria Maddalena, per esempio, così come appare nel film “Il codice da Vinci” tratto dall’omonimo libro di Dan Brown. Considero questi tentativi, a volte maldestri o anche grotteschi, estremamente significativi dal punto di vista psicologico in quanto rappresentano l’esigenza e la tensione verso una profonda trasformazione dei simboli del nostro tempo (“una metamorfosi degli dei”), una trasformazione, in questo caso, della donna inconscia archetipica dentro di noi e l’avvento di una un nuova immagine metafisica della donna. Tutto ciò è naturalmente degno dell’interesse degli psicologi del profondo. Potrebbe essere quella di Maria Maddalena una più moderna immagine archetipica di donna divina eletta a unirsi alla trinità per completare il quadro divino? Una Maria Maddalena non più “prostituta” ma, nella sua nuova veste di “sposa di Cristo”, nuova icona femminile, una icona più adeguata a rappresentare la nuova donna emergente, sessualmente più completa, una donna che tende a liberare il serpente da sotto i piedi.

 

Body Merchants, Soul Spoilers

The analogy between the essence of the prostitution which excludes any personal involvement in the relationship between the sexes and the essence of money is inevitable. As regards money, the question is never asked as to “what” actually “it is worth”, its quality is related exclusively to the quantity, just as a prostitute is never asked “who are you?”. And this is the most tragic aspect of prostitution: a body reduced to a means, flesh to merchandise, equivalent to any body. Love of objects which can be obtained with money is gradually transformed into the perpetual effort to control events, to the denial of the inevitability of death; it is transformed into the flight of persons and into that which “separates”: the contrary of eros -- that is, its perversion. Money subsequently becomes a substitute for something which does not belong to the material world, a substitute for the relationship: a pseudo-falling in love, a false love story. Money and sex have always been, since the dawn of history, intimately bound, and sexuality in its most elevated expression is spirituality. Eros is at the root of all that which is creation and beauty, of all that which is divine: the Samadhi is the supreme expression of sexual energy. In the spiritual literature of the Orient, --in the Tantra, for example, -- the divine is considered something extremely erotic and sexuality is rehabilitated within a sacred dimension, analogously to what had already occurred in many primitive civilisations. The practice of the Tantra, the philosophy of which expresses an unconditional assent to life in all its manifestations, has as its basic principle the belief in something considerably more elevated in human nature, the full realization of which is beatitude. In recent years, there has been generally a tendency to recover, to re-appropriate in the religious sphere a feminine metaphysical figure endowed with sexuality, a figure which emerges in our dreams but also in art and literature. The figure of Mary Magdalene, for example, as she appears in the film, “The Da Vinci Code”, adapted from the author Dan Brown’s book of the same title. I consider these attempts -- at times clumsy or even grotesque -- extremely significant from the psychological point of view in that they reveal the need and a straining towards a profound transformation of the symbols of our times (“a metamorphosis of the gods”, as it were); a transformation, in this case, of the archetypical unconscious woman in us and the advent of her new metaphysical image. All this should obviously be of great interest to psychoanalysts. Could it be that this new image of Mary Magdalene as a more modern archetypical image of the divine woman be elected to unite with the trinity to complete the divine foursome? A Mary Magdalene no longer a “prostitute”, but in anew guise as a “bride of Christ”, a new female icon, one more adequate to represent the new emerging woman, sexually more complete, a woman tending to liberate the serpent underfoot.